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Catalogo aziendale: come progettarlo, dai contenuti alla stampa
Un catalogo resta sulla scrivania del cliente per mesi. Vale la pena progettarlo perché si consulti con facilità e non vada ristampato a ogni cambio di prezzo.

A chi serve il catalogo
La prima domanda è per chi lo si fa. Un catalogo per i rivenditori, che devono ordinare con codici e quantità, è diverso da un catalogo per il cliente finale, che deve innamorarsi del prodotto. Uno da distribuire in fiera deve colpire in pochi secondi; uno da lasciare dopo una visita commerciale deve essere completo e consultabile.
Spesso servono entrambe le anime: le immagini che fanno desiderare il prodotto e le informazioni che permettono di sceglierlo. L’equilibrio tra le due dipende dal pubblico, e va deciso prima di impaginare una sola pagina.
Per Cobran Bike abbiamo curato sia lo shooting delle biciclette, in officina e in esterni, sia il catalogo, la brochure e gli stampati del marchio. È il vantaggio di progettare immagini e impaginazione nello stesso studio: le foto si scattano sapendo già dove andranno.
La struttura di un catalogo
Un catalogo ben strutturato si sfoglia in modo naturale: il cliente trova ciò che cerca senza leggere tutto. Lo schema più comune:
- Copertina: il marchio, un’immagine forte, il titolo della collezione o dell’anno.
- Presentazione dell’azienda: una o due pagine su chi siete, come lavorate, perché scegliervi. Brevi.
- Indice, se le pagine sono molte.
- Famiglie di prodotti: ogni famiglia apre con una pagina riconoscibile (un colore, un’immagine ambientata), poi le schede.
- Schede prodotto: foto, nome, descrizione breve, caratteristiche, varianti, codici. Sempre con lo stesso schema, così il cliente impara a leggerle.
- Informazioni tecniche: tabelle di misure, materiali, certificazioni, istruzioni di manutenzione.
- Contatti e condizioni: come ordinare, rivenditori, sito, recapiti.
Il listino, a parte
Un consiglio che fa risparmiare molto: i prezzi non vanno nel catalogo, ma in un listino separato. I prezzi cambiano ogni anno, i prodotti molto meno. Con il listino a parte, il catalogo dura più stagioni e si ristampa solo il listino, che costa poco.
Checklist
I contenuti da preparare prima
Il tempo di un catalogo si perde quasi sempre nell’attesa dei contenuti. Averli pronti all’inizio accorcia il lavoro di settimane.
| Contenuto | Da chi | Note |
|---|---|---|
| Elenco dei prodotti | Azienda | Nome, codice, famiglia, varianti, in un foglio di calcolo |
| Dati tecnici | Azienda | Misure, pesi, materiali, certificazioni |
| Testi descrittivi | Azienda o studio | Brevi, con lo stesso tono per tutte le schede |
| Fotografie dei prodotti | Studio | Coerenti per luce, fondo e inquadratura |
| Foto ambientate | Studio | Per le aperture delle famiglie e la copertina |
| Logo e marchio | Azienda | In formato vettoriale |
| Quantità e uso | Azienda | Tiratura, distribuzione, versione digitale |
Le fotografie fanno il catalogo
Un catalogo con foto disomogenee, prese dal fornitore, dal telefono e da vecchi servizi, sembra un collage. Le schede funzionano quando tutte le foto seguono lo stesso schema: stesso fondo, stessa luce, stessa inquadratura. Come si prepara uno shooting di prodotto coerente è spiegato nella guida sulle foto dei prodotti per l’e-commerce: le regole sono le stesse, e le stesse foto servono al catalogo e al negozio online.
Stampato, PDF o entrambi
Oggi quasi ogni catalogo nasce in due versioni: stampata e digitale. Non sono la stessa cosa impaginata due volte.
- Il catalogo stampato si sfoglia, si lascia sul bancone, si porta in fiera. Formato, carta e rilegatura comunicano la qualità dell’azienda prima ancora dei contenuti.
- Il PDF si invia per email, si scarica dal sito, si consulta da smartphone. Deve essere leggero, con i link attivi (al sito, alle schede, ai contatti) e leggibile anche su uno schermo piccolo.
Formato, carta e rilegatura
Il formato dipende dall’uso: un formato standard costa meno e entra nelle buste e negli espositori; un formato particolare si nota di più. La carta cambia la resa delle foto e la sensazione al tatto: patinata lucida o opaca, naturale, con grammature diverse per copertina e interno. La rilegatura dipende dal numero di pagine: punto metallico per i cataloghi sottili, brossura per quelli con molte pagine.
I file di stampa
Il file per la tipografia è diverso da quello a schermo: colori in quadricromia, abbondanze ai bordi, immagini ad alta risoluzione, testi convertiti o con i caratteri inclusi. Prima della tiratura conviene sempre una prova di stampa: i colori su carta non sono mai identici a quelli del monitor.
Seguiamo anche questa parte: preparazione dei file, scelta di carta e finiture, rapporti con la tipografia e verifica delle prove, con la stampa indicata come voce separata nel preventivo. È il lavoro che facciamo come studio grafico a Perugia, per esempio per il catalogo, il menu e il logo di Favorita Relais.

Un catalogo coordinato con il resto
Il catalogo usa gli stessi colori, caratteri e tono del marchio, del sito e degli altri stampati. Se il marchio è datato o incoerente, conviene sistemarlo prima: vedi la guida al restyling del logo.
Gli errori più comuni
- Troppo testo, poco ordine. Il catalogo non si legge, si consulta. Paragrafi lunghi nelle schede scoraggiano: meglio poche righe e i dati in tabella.
- Ogni scheda diversa dall’altra. Se la posizione di foto, nome e codice cambia a ogni pagina, il cliente deve reimparare a leggere. Uno schema fisso rende il catalogo veloce da usare.
- Prezzi stampati dentro. Al primo aumento il catalogo è da buttare. Il listino separato risolve il problema.
- Foto di qualità diversa. Una scheda con la foto del fornitore accanto a una scattata in studio si nota subito, e abbassa la percezione di tutto il catalogo.
- Caratteri troppo piccoli. Codici e dati tecnici vanno letti anche da chi non ha la vista di un ventenne, magari in un magazzino poco illuminato.
- Nessun invito all’azione. Alla fine del catalogo il cliente deve sapere come ordinare, chi chiamare, dove trovare il rivenditore più vicino.
Aggiornare senza ricominciare
Un catalogo progettato bene prevede la crescita: famiglie che si possono aggiungere, schede che si sostituiscono, un’impaginazione che regge qualche pagina in più. Conviene conservare i file di lavoro aperti e le foto originali in un archivio ordinato: la prossima edizione partirà da lì, e costerà molto meno della prima.
Parliamo del tuo catalogo.
Mandaci l’elenco dei prodotti e dicci a chi è destinato: ti proporremo struttura, formato e tempi.
Via Catanelli 34, Ponte San Giovanni