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Rifare il sito web: come prepararsi senza perdere nulla

Un restyling riesce o fallisce soprattutto prima di cominciare. Ecco che cosa raccogliere, che cosa decidere e che cosa abbiamo trovato rifacendo il nostro sito.

Il primo sito di Impronta Creativa, prima del restyling
Il primo sito di Impronta Creativa, prima del restyling

Quando ha senso rifare il sito

Un sito si rifà quando non svolge più il suo compito: non si legge bene da smartphone, è lento, non porta richieste, non si riesce ad aggiornare, racconta un’azienda che nel frattempo è cambiata o gira su tecnologie non più aggiornate. Basta uno di questi segnali per valutare un intervento; li abbiamo descritti nella pagina sul restyling del sito.

Rifare il sito, però, non significa ripartire da zero. Un sito online da anni ha accumulato qualcosa di prezioso anche quando è brutto: pagine che Google conosce, link da altri siti, ricerche per cui compare. Il rischio di un restyling fatto in fretta è buttare via tutto questo insieme alla vecchia grafica. La preparazione serve a evitarlo.

Che cosa raccogliere prima di cominciare

Questa è la lista che chiediamo ai clienti all’inizio di ogni restyling. Molte voci sembrano burocrazia; ognuna, se manca, fa perdere giorni a metà lavoro.

Accessi

  • Dominio: chi è l’intestatario e presso quale registrar si trova. Se il dominio è a nome di un vecchio fornitore, va trasferito all’azienda prima di tutto il resto.
  • Hosting e DNS: dove si trova il sito, chi gestisce i DNS, dove sono le caselle email. Un cambio di hosting fatto male può fermare la posta.
  • Pannello del sito: un accesso di amministratore, anche solo per esportare i contenuti.

Dati

  • Search Console: indica per quali ricerche il sito compare, quali pagine ricevono impressioni e clic, quali errori ci sono. Se non è configurata, conviene farlo subito: i dati arrivano solo da quel momento in avanti.
  • Statistiche delle visite, se esistono: quali pagine vengono lette e da dove arrivano i visitatori.
  • Richieste ricevute dal sito: quante e da quali pagine, anche solo a memoria. Serve a capire che cosa funziona già.

Contenuti

  • L’elenco di servizi e prodotti attuali, con quelli nuovi e quelli da togliere.
  • Testi, foto e video da conservare, con i file originali in alta risoluzione (spesso sul sito c’è solo una versione ridotta).
  • Logo e marchio in formato vettoriale. Se il marchio va aggiornato, conviene farlo prima delle pagine: vedi restyling del logo.
  • Obblighi di pubblicità: diciture di finanziamenti pubblici, certificazioni, dati societari che devono comparire nel sito.

Il nostro caso: che cosa abbiamo trovato rifacendo il nostro sito

Il metodo lo applichiamo anche a noi. Prima di rifare improntacreativa.com, il 23 settembre 2026, abbiamo fatto l’inventario completo del sito: ogni indirizzo delle sitemap, con titolo, descrizione e titoli interni.

  • 123 indirizzi nelle sitemap, più altri 13 trovati fuori sitemap.
  • Nessuna pagina aveva una meta description.
  • 16 pagine non avevano un titolo principale e 8 ne avevano più di uno.
  • 10 pagine erano doppioni «-mobile» indicizzabili, create anni fa per gli smartphone.
  • Il file robots.txt dichiarava 22 sitemap, di cui 21 inesistenti.
  • Più pagine concorrevano per la stessa ricerca, dividendosi i segnali invece di sommarli.

L’inventario serve anche a un controllo di sicurezza: aprire le pagine una per una è il modo più diretto per accorgersi di contenuti che nessuno in azienda ha scritto, come i link nascosti che compaiono nei siti violati. Che cosa sono e come si rimedia lo spieghiamo nella guida sul sito violato e lo spam nascosto.

Nessuno di questi problemi si vedeva guardando la home page. È il motivo per cui l’inventario viene prima della grafica: rifare un sito sopra problemi che non si conoscono significa portarseli nel sito nuovo.

Le decisioni

Per ogni pagina, una decisione

L’inventario produce un elenco. Per ogni voce si prende una delle quattro decisioni qui sotto, e nessun contenuto resta senza destinazione.

DecisioneQuandoChe cosa succede all’indirizzo
TenereLa pagina funziona e ha un argomento proprioResta uguale
RiscrivereL’argomento è giusto, il testo noResta uguale, cambia il contenuto
UnirePiù pagine trattano lo stesso argomentoRedirect 301 verso la pagina che resta
SostituireLa pagina non serve piùRedirect 301 verso la pagina più vicina

La cancellazione pura, senza redirect, è l’ultima scelta: un indirizzo che dà errore disperde i link che riceveva.

Le altre decisioni da prendere presto

Dominio. Se il dominio resta lo stesso, il restyling è molto più semplice. Cambiarlo è possibile, ma aggiunge un trasloco a tutti gli effetti, da preparare con cura.

Indirizzi delle pagine. Dove possibile gli indirizzi restano quelli di prima, anche se non sono perfetti: un indirizzo stabile vale più di uno «bello». Dove cambiano, serve un redirect 301 per ciascuno. La procedura passo per passo è nella guida sui redirect 301 nel restyling.

Contenuti nuovi. Il restyling è il momento giusto per aggiungere ciò che mancava: una pagina per ogni servizio, fotografie vere dell’azienda, domande frequenti, casi concreti. Nel nostro sito, per esempio, i lavori sono diventati schede del portfolio con il cliente, il luogo e il settore.

Tempi. Il lancio si programma in un periodo tranquillo per l’azienda, non alla vigilia della stagione più importante. Nelle settimane successive si controlla Search Console ogni giorno.

Durante i lavori: il sito vecchio resta online

Il sito nuovo si costruisce in una copia separata, protetta da password e non indicizzata, così Google non la confonde con il sito vero e i clienti continuano a trovare quello di sempre. Solo il giorno del lancio la copia prende il posto del vecchio sito, con i redirect già attivi. Un dettaglio che si dimentica spesso: la copia di lavoro ha l’indicizzazione bloccata, e quel blocco va tolto al momento della pubblicazione. Se resta attivo, il sito nuovo sparisce dalle ricerche; è una delle cause che elenchiamo nella guida perché il mio sito non compare su Google.

Quanto costa rifare un sito

Il costo dipende soprattutto dal numero di pagine da migrare, dai testi da riscrivere, dalle foto da rifare e dalle funzioni da ricostruire. Le voci sono le stesse di un sito nuovo, più il lavoro di migrazione: le trovi spiegate in quanto costa un sito web.

Domande

Domande su come rifare il sito

Da dove parte il tuo restyling?

Inviaci l’indirizzo del sito attuale: faremo un primo inventario e ti diremo che cosa conservare e che cosa cambiare.

Studio

Via Catanelli 34, Ponte San Giovanni