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Sito violato e spam nascosto: come accorgersene e come rimediare

Molti siti violati non mostrano nulla di strano ai visitatori. Lo spam è scritto per Google, e il danno si vede solo quando le visite sono già sparite.

Lo studio di Impronta Creativa a Ponte San Giovanni, Perugia
Lo studio di Impronta Creativa a Ponte San Giovanni, Perugia

Come agisce un attacco «silenzioso»

Un attacco di questo tipo non deturpa il sito e non lo blocca: chi lo compie ha interesse a usarlo il più a lungo possibile senza farsi notare. Sui siti WordPress si ripete spesso lo stesso schema:

  • l’ingresso: attraverso un plugin non aggiornato o una password debole, sul server viene caricato un file PHP con un nome dall’aria innocua, che si confonde tra i file di sistema. È una backdoor: una porta di servizio che permette di rientrare nel sito in qualsiasi momento, anche dopo un cambio di password;
  • l’attesa: la backdoor può restare inattiva per settimane o mesi. Il sito intanto funziona normalmente e i backup la copiano insieme a tutto il resto;
  • lo spam: a un certo punto vengono modificati articoli e pagine, oppure ne vengono create di nuove, con link verso siti di gioco d’azzardo, farmaci o prodotti contraffatti, spesso dentro blocchi nascosti o mostrati solo a Google.

Chi apre il sito non vede nulla. Google, che legge il codice, sì, e non sempre lo segnala con un avviso in Search Console: spesso l’unico sintomo è un calo di impressioni e clic che sembra senza spiegazione.

I segnali di un sito violato

Alcuni segnali sono evidenti, altri si trovano solo cercandoli.

  • Visibilità in calo senza motivo: impressioni e clic in Search Console che crollano senza cambiamenti al sito.
  • Pagine sconosciute nei risultati: cercando «site:» seguito dal dominio compaiono titoli in altre lingue, farmaci, gioco d’azzardo, prodotti che il sito non vende.
  • Avvisi di Google: la dicitura «Questo sito potrebbe essere compromesso» nei risultati, un messaggio nel rapporto Problemi di sicurezza di Search Console, un avviso del browser.
  • Reindirizzamenti strani, spesso solo da smartphone o solo per chi arriva da Google: il titolare, che apre il sito digitando l’indirizzo, non li vede.
  • Utenti amministratori sconosciuti nel pannello di WordPress.
  • File PHP dove non dovrebbero esserci, per esempio nella cartella delle immagini caricate.
  • Email di spam inviate dal server o segnalazioni del provider per traffico anomalo.

Un controllo utile anche senza sospetti: aprire il codice sorgente di qualche articolo vecchio e cercare link che nessuno in azienda ha inserito.

La pulizia

Come si pulisce un sito violato

L’ordine conta: pulire i contenuti senza chiudere l’accesso significa ritrovarsi lo spam dopo qualche settimana.

01

Fotografa la situazione

Copia completa di file e database così com’è, conservata a parte: serve per capire da dove è entrato l’attacco.

02

Cambia tutte le credenziali

Amministratori del sito, hosting, FTP, database, caselle email collegate. Elimina gli utenti che non riconosci.

03

Trova e chiudi la porta

Confronta i file di WordPress con gli originali, reinstalla temi e plugin da fonti ufficiali, cerca file PHP estranei e operazioni pianificate sospette.

04

Pulisci i contenuti

Cerca nel database i link iniettati, i blocchi nascosti e le pagine create dall’attacco, e rimuovili.

05

Aggiorna e alleggerisci

WordPress, tema e plugin all’ultima versione; elimina quelli inutilizzati, che restano un punto d’ingresso anche se disattivati.

06

Verifica dall’esterno

Pagine aperte come le vede Google, da smartphone e da computer; nessun link estraneo, nessun reindirizzamento.

Attenzione al backup «pulito»

La prima tentazione è ripristinare un backup precedente all’attacco. Spesso non basta: lo spam può comparire mesi dopo l’ingresso, quindi anche i backup che sembrano puliti possono contenere già la backdoor. Un ripristino, se si fa, va seguito comunque dalla ricerca dei file estranei e dal cambio di tutte le credenziali.

Come si torna su Google

Pulito il sito, bisogna dirlo a Google e accelerare il ritorno alla normalità.

  • Se c’è un avviso nel rapporto Problemi di sicurezza, dopo la pulizia si chiede una revisione dallo stesso rapporto. Google indica che l’esame può richiedere da alcuni giorni ad alcune settimane.
  • Se c’è un’azione manuale per spam, si risolve il problema e si invia una richiesta di riconsiderazione, spiegando che cosa è stato fatto.
  • Se non c’è nessun avviso, non c’è una revisione da chiedere: si pubblica il sito pulito, si invia una sitemap valida, si chiede l’indicizzazione delle pagine principali e si controlla il rendimento nelle settimane successive.
  • Le pagine create dall’attacco devono rispondere «non trovata» o «rimossa»: Google le toglie dall’indice quando le riscansiona. Lo strumento Rimozioni di Search Console serve a nasconderle più in fretta nel frattempo.

Il recupero non è immediato. Un sito che ha ospitato spam a lungo deve riguadagnare fiducia, e i contenuti utili, pubblicati con regolarità, sono la parte più solida di questo lavoro. Se il sito va anche rinnovato, la pulizia si fa prima del restyling: costruire un sito nuovo sopra una porta aperta significa ricominciare da capo.

Come si previene

Nessun sito è invulnerabile, ma la maggior parte degli attacchi sfrutta falle note in plugin e temi non aggiornati, password deboli e accessi rimasti aperti. Le difese sono ordinarie: aggiornamenti regolari, pochi plugin e mantenuti, password uniche con doppia autenticazione per gli amministratori, backup conservati fuori dal server, controlli periodici dei file e dei contenuti. Le abbiamo descritte nella guida sulla manutenzione di un sito WordPress.

Se il sito non compare su Google e non sai perché, prima di pensare a un attacco conviene escludere le cause più semplici: le trovi in perché il mio sito non compare su Google.

Nelle prime ore

Se il sito mostra segnali evidenti di un attacco, per esempio reindirizza i visitatori verso siti estranei, la priorità è limitare i danni: avvisare chi gestisce hosting e sito, valutare di mettere il sito offline o in manutenzione mentre si interviene, e cambiare subito le credenziali principali. Non conviene cancellare file in fretta: senza una copia della situazione diventa difficile capire da dove è entrato l’attacco, e quindi chiudere davvero l’accesso.

Domande

Domande sui siti violati

Temi che il sito sia compromesso?

Scrivici l’indirizzo: faremo un primo controllo delle pagine e ti diremo se ci sono segnali da approfondire.

Studio

Via Catanelli 34, Ponte San Giovanni